Inversione dei danni dell'invecchiamento
e promozione della longevità

L'età biologica indica il grado d'invecchiamento dell'organismo. Un gruppo di persone che avevano praticato la Meditazione Trascendentale per più di 5 anni mostravano un'età biologica di 12 anni inferiore rispetto all'età anagrafica, come indicato dalla minore pressione del sangue e dalla migliore acutezza visiva e uditiva. Quanto più a lungo i soggetti avevano praticato la Meditazione Trascendentale, maggiore era la differenza tra l'età biologica e l'età anagrafica.

La ricerca scientifica dimostra che la tecnica di Meditazione Trascendentale inverte gli effetti dannosi prodotti dal processo d'invecchiamento. Grazie all'esperienza quotidiana di una parentesi di completo benessere e di rilassamento, la Meditazione Trascendentale neutralizza l'impatto dello stress sulla fisiologia riducendo il grado di logorio e d'usura cui la fisiologia è sottoposta. Ciò deve influenzare in modo benefico il processo dell'invecchiamento. In effetti, nei praticanti di lunga data sono stati riscontrati dei cambiamenti fisiologici di segno opposto a quelli che avvengono comunemente con l'avanzare dell'età, che hanno indotto alcuni ricercatori a parlare addirittura di "inversione del processo d'invecchiamento" (21,81,82):

  •     la pressione arteriosa diminuiva
  •     l'acuità visiva migliorava
  •     miglioravano la memoria e le prestazioni intellettuali
  •     i disturbi del sonno si riducevano
  •     l'efficienza fisica aumentava

Altri risultati indicano un rafforzamento dei fattori che notoriamente favoriscono la longevità e la salute in tarda età, ad esempio la salute cardiovascolare, la soddisfazione sul lavoro, la salute mentale, le abitudini positive per la salute, la felicità e l'intelligenza (82).

Uno studio effettuato su gruppi di anziani residenti in case di riposo ha riscontrato nei soggetti che praticavano la Meditazione Trascendentale l'aumento significativo del tasso di sopravvivenza, il miglioramento delle funzioni cognitive e ideative e l'aumento del benessere generale (82).

Alexander e coll. hanno studiato per 15 anni un gruppo di 73 anziani ultraottantenni ricoverati in case di riposo. I soggetti erano stati assegnati in modo casuale alla pratica della Meditazione Trascendentale, oppure di una tecnica di pensiero attivo, a un programma di rilassamento o a un gruppo di controllo che non seguiva alcun trattamento. Dopo tre anni, solo il gruppo della Meditazione Trascendentale mostrava:

  • un tasso di sopravvivenza del 100%,
  • un notevole miglioramento delle funzioni cognitive e ideative,
  • un generale aumento del benessere.

Tali effetti possono essere spiegati dal fatto che la Meditazione Trascendentale riduce la stimolazione dell'asse ipofisario-surrenale. La ripetuta esposizione a fattori stressanti infatti determina una stimolazione eccessiva di tale asse, con conseguente liberazione di grandi quantità di ormoni dello stress, in modo particolare di catecolamine. Come è scientificamente accertato, tali ormoni sono responsabili della produzione di radicali liberi che intervengono negativamente nei processi dell'invecchiamento (83). La Meditazione Trascendentale, diminuendo la suscettibilità allo stress, riduce la formazione di tali ormoni e quindi di radicali liberi. Pertanto la pratica della Meditazione Trascendentale svolge un ruolo importante nel proteggere l'organismo dai danni dell'invecchiamento.

Di particolare interesse è il dato del riscontro, in ultracinquantenni che praticavano la Meditazione Trascendentale, di livelli più elevati della media di DHEA-S (deidroepiandrosterone solfato), un ormone surrenalico che ha proprietà antiinvecchiamento e la cui produzione diminuisce normalmente con l'età (84).

L'aumento della velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES) è correlata all'invecchiamento ed è un indicatore chiaro, pur se aspecifico, di malattia. Soggetti che praticavano la Meditazione Trascendentale hanno mostrato una VES più bassa e una maggiore frequenza di VES ai livelli minimi, in confronto ai soggetti di controllo (85).

Negli individui che praticano la Meditazione Trascendentale si è rilevata in vitro una migliore capacità di autoriparazione del DNA, rispetto a soggetti non meditanti esposti a stress di grado lieve e intenso. L'efficienza dei meccanismi di autoriparazione del DNA diminuisce, com'è noto, con l'età, favorendo l'insorgere di mutazioni e neoplasie. Tale diminuzione sembra dovuta all'azione dei radicali liberi e, pertanto, può risentire beneficamente della pratica della Meditazione Trascendentale (86).

BIBLIOGRAFIA